mercoledì 4 novembre 2015

Evoluzione di un blog: cambiare sottotitolo, cambiare pelle.
Saluti e ringraziamenti in attesa della prossima fase.

Sto riflettendo da un po’ circa il destino di questo blog.
Lo trascuro penosamente da molto tempo, non rispondo con l'attenzione che meriterebbe chi dedica tempo a leggermi, sembra non sia mai il momento giusto per scrivere ma è più una questione di energie mentali, come sempre.
L’idea certamente è di lasciarlo qui, senza oscurarlo, perché ci sono argomenti che vengono letti ancora tanto (per i parametri di un minuscolo blog) – come quello della plusdotazione- quindi mi piace l’idea che anche solo un genitore ogni tanto possa trovare tra le mie pagine qualche idea per rispondere ai propri dubbi.

In questi giorni ho riletto vecchi post miei, altri pubblicati su Genitoricrescono che mi ha accolto con affetto nel pieno della mia disperazione.
E ho realizzato ancora di più quanta strada abbiamo fatto io e mio figlio e quanto poco ci assomigli ora l’originale sottotitolo di questo blog “Evoluzione di un bambino molto arrabbiato e della sua mamma che vuole insegnargli ad amare il mondo”. E così l’ho cambiato, d’impulso.

domenica 4 ottobre 2015

L'amore, all'improvviso.

In questo periodo sono stata molto concentrata sul lavoro e ne sono uscita con alcuni paletti fissati e la lista di priorità risistemata, alla faccia del mio noioso senso del dovere e delle richieste esterne.
La cosa strana è che - contemporaneamente - ho pensato molto più del solito al senso dell'amore e della cura, quando sei costretto a fare scelte che impattano sulla quotidianità e le abitudini finisci per guardare la tua vita con occhi più attenti.
Ero lontanissima, come mai prima, dalla mia famiglia e l'unica cosa a cui riuscivo a pensare erano loro, provando un amore enorme. Con mio marito siamo persino riusciti a scambiarci messaggi che potremmo definire romantici e davvero noi siamo una delle coppie meno romantiche che abbia mai conosciuto! Dopo oltre 25 anni siamo ancora riusciti a "mancarci", questo è stato sicuramente l'aspetto più piacevole e utile del mio viaggio.

venerdì 25 settembre 2015

What's your name?

E dunque sono arrivata alla fine del famoso viaggio.
Non mi aspettavo molto e non è stato molto, diciamo che il più è venuto dalla periferia dell'esperienza.  La mia autostima ne è uscita bene, nonostante l'evidente barriera linguistica dopo tanti anni in cui non praticavo così intensivamente il mio inglese, ma diciamo che stava bene anche prima.
Ho ascoltato molte cose che sapevo già, ho sentito la teoria di procedure di cui io conosco la pratica (e la evidente differenza tra le due), ho riascoltato tecniche di comunicazione commerciale morte da decenni qui in Italia, ho preparato una presentazione che mi ha portato via l'impegno di una rana stanca e ricevuto eccessivi complimenti ... ma questo è lo stile locale, quindi va bene.
L'azienda certo è incredibile, enorme, con un vero ristorante come mensa, la mega palestra, il supporto psicologico (v. invitante cartello che non ho potuto non fotografare) e tutte quelle cose che ci si aspetta da una multinazionale. Inoltre è integrata nel paesaggio, attenta all'ambiente e tante altre belle cose.

domenica 13 settembre 2015

Pensieri sparsi del viaggiatore forzoso

E dunque eccomi qui in una domenica cupa e piovosa, spersa in una amena cittadina portuale del Massachusetts. Mi pare di essere nel mio adorato telefilm "La signora in giallo" ma a parte quello niente da segnalare. E' tutto tranquillissimo, credo che stanotte non sia passata neppure un'auto sotto l'albergo. Per darmi una botta di vita mi sono banalmente infilata in un ristorante italiano, almeno ho fatto due parole e ho anche mangiato un'ottima pizza, devo dire.

giovedì 27 agosto 2015

Alto funzionamento

Lago Smeraldo
Abbiamo appena trascorso una bellissima vacanza tra i miei monti preferiti, abbiamo camminato, ammirato, mangiato e persino pagaiato su un lago meraviglioso.
Mi sono sentita felice, appagata, grata. Tornare è stato difficilissimo.

Questo agosto ha portato tante cose, tante emozioni e anche tanta paura, la mia.
La paura è ciò che mi pesa di più, posso accettare il dolore ma la paura mi ha dannatamente stufato. Mi impegno ogni giorno per tenerla a bada ma lei è testarda e mi agguanta a tradimento appena mi distraggo.
La mia paura più grande è l'assenza, o meglio essere più spesso laddove non vorrei e poco laddove vorrei e sarebbe necessario. E adesso io vorrei stare qui a casa con Ale e iniziare finalmente con lui il percorso che avremmo dovuto intraprendere molto tempo fa.

giovedì 9 luglio 2015

Transizioni e pedine stanche

Scrivevo di pazienza e di attese.
La vita è sempre originale, nel senso che quello che attendevo non è arrivato ma in compenso di novità ne sono piovute a mazzi.
Circa otto anni fa avevo chiesto di cambiare ufficio e mansione ma mi era stato detto che ero “troppo preziosa” lì dove stavo. Modo elegante per dire che non avrebbero saputo chi mettere a tirare una carretta piuttosto pesante e che ormai io conoscevo come le mie tasche.
Un paio di settimane fa mi chiamano e mi dicono, “ok, sei stata trasferita” ... eh?! Panico.
Scusate ma vi sembrano pochi otto anni? Le cose cambiano, le persone cambiano, le situazioni emotive pure. Insomma non è che uno possa proprio mettersi a ballare dalla gioia.

martedì 23 giugno 2015

"Kids do well if they can" (cit.)

Toc, toc … ma questo blog è sempre “l’ascia sull’uscio”? Boh, sì, però la guerriglia è calata drasticamente quindi mi viene da parlarne poco.
Immagino che dovrei rivedere anche il sottotitolo, perché la rabbia evolve e diventa un grumo in fondo all’anima che scappa fuori talvolta ma più spesso tende a dissolversi in poche battute.
Per chi sta ancora nelle bufera vorrei riproporre un post di tre anni fa, per vedere cosa è accaduto e in cosa gli anni hanno messo una pezza. Parlavo allora di “Bambini esplosivi” e dell’analisi di un libro che per me è stato davvero importante (The Explosive Child,  Ross W. Green PhD).
Purtroppo non ne esiste ancora una versione in italiano, almeno non l’ho trovata, però è un libro semplice che ha la grande capacità di far sentire meno soli i genitori di bambini esplosivi e rendere tutto sotto una luce propositiva, senza giudizi.

Vorrei fare una premessa: tutti i bambini – messi in determinate condizioni – possono esplodere talvolta. E’ normale e accade anche ad adulti perfettamente educati e dotati di autocontrollo. Questo non significa affatto avere accanto un “bambino esplosivo”, qui si parla di qualcosa di ben diverso.
Il bambino esplosivo ha modalità di comportamento e reazione estremamente diverse dai coetanei, la sua facilità di frustrazione incide su tutti gli aspetti affettivi e sociali, rendendo la vita familiare molto pesante e vincolata. Il bambino esplosivo mette alla prova ogni tentativo di comprensione, non risponde alle comuni dinamiche educative e relazionali, ferisce quotidianamente i nervi più scoperti di chi gli sta accanto e tira fuori il peggio (e dopo il meglio) di chi lo ama.

mercoledì 17 giugno 2015

L’attesa paziente

Io sono una persona paziente, fin da piccina.
Mai desiderato vedere prima i regali di Natale o rompere innanzi tempo le uova di Pasqua.
Ho sempre sentito profondamente mia questa famosa frase:
L'attesa del piacere è essa stessa il piacere (cit. Gotthold Ephraim Lessing)

Rivedo me stessa ragazzina, passare il tempo ad immaginare come sarebbe stato questo o quell’evento, a sognare cosa avrei indossato, chi avrei incontrato, cosa avrei detto.
Spesso quella fase risultava più piacevole del momento in sé, vi è mai successo? Credo di sì.

In queste settimane sono di nuovo in attesa (no, non si tratta di quel tipo di “attesa”), solo che non ho margini per immaginare nulla. L’esito è oscuro, non so né il quando né il come nè cosa. E allora non è molto divertente, resta solo la mia innata capacità di pazientare.

Così fisso i pensieri sulla parola attèndere, all’etimologia e a tutti i significati che si trascina dietro. Dal latino ad + tendere, “rivolger l’animo a”, può significare:
  • Ascoltare attentamente, stare attento
  • Dedicarsi, badare a qualcosa
  • Desiderare
  • Aspettare

giovedì 11 giugno 2015

Good news

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La scorsa settimana ho scoperto per caso “Tutto il bello che c’è” , ossia il tg2 delle buone notizie che va in onda ogni martedì alle 18.35.
Ed è unidea che mi è piaciuta molto, che non vuol dire mettere la testa sotto la sabbia e fingere che sia tutto bellissimo ma smetterla di fissare i pensieri solo su ciò che va male,
Mentre scorrevano le notizie, un banner riportava il sito della Good News Agency e nella mia testa web-ignorante si è accesa una lampadina: ma vuoi vedere che in giro ci sono dei dei siti che parlano solo di aspetti positivi, di azioni virtuose, di finali felici? La risposta è ovviamente sì, ci sono. Basta cercarli ... e io li ho cercati.

venerdì 29 maggio 2015

Cara Maestra #2

No, non ho consegnato la famosa lettera alla maestra.
Ma ho avuto con lei due ore di colloquio e adesso vorrei picchiare dentro un sacco fino allo sfinimento, tanto sono delusa ed arrabbiata.
La causa scatenante è stata l'improvvisa malattia che mio figlio si è inventato per non partecipare alla recita finale del corso di teatro. Io sono letteralmente caduta dal pero ed è uscita una storia di prese in giro e dispettucci, che mi ha lasciato basita. Perché mio figlio amava questo corso e per i precedenti tre anni aveva preso parte allo spettacolo con gioia.

Vedendomi turbata la maestra mi ha chiamato per "fare due parole, che mica si possiamo chiudere cinque anni così". Come ha ammesso anche lei, non è stato un bel colloquio, perché non sono stata accomodante, non ho cosparso la mia testa (e quella di mio figlio) di cenere e - soprattutto - perché ho avuto l'ardire di dirle che quest'ultimo anno di scuola per Alessandro è stato quasi totalmente inutile. Ed è stato questo l’unico punto rilevante, dimostrarmi che il suo lavoro era stato svolto al meglio ed il fallimento nella formazione di Alessandro non poteva essere imputato ad altro che alla sua natura.

venerdì 22 maggio 2015

Cara Maestra

Fra tre settimane avremo archiviato anche la scuola primaria, ho dentro sentimenti contrastanti ma è soprattutto una liberazione.
Oggi mi è venuta voglia di scrivere alla maestra, non so se mai le darò questa lettera (probabilmente no) ma ho tolto dalla mente qualche sassolino fastidioso.
 
“Solo se riusciremo a vedere l'universo come un tutt'uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, comincieremo a capire chi siamo e dove stiamo.” (cit. Tiziano Terzani)
 
Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido.” (cit. Albert Einstein)

giovedì 14 maggio 2015

Tante teste, tanti test

Ieri spiluccavo La Stampa e ho letto due opinioni sui citatissimi e criticatissimi test INVALSI.
Una viene dal Buongiorno di Gramellini e l’altra da Alessandro D’Avenia, come punto di vista di un insegnante un po’ speciale..
  
Essendo all’ultimo anno della primaria anche mio figlio la scorsa settimana ha svolto i test, senza alcuna particolare ansia da prestazione, come da copione.
Questo è stato un anno balordo, la maestra assente per i primi tre mesi per infortunio e poi molto “assente” per chissà quale ragione sua. Sta di fatto che mi aspettavo una qualche accelerazione, una piccola spinta in previsione della scuola media (ok, secondaria, ma io sono legata ai termini della mia gioventù) ... e soprattutto se lo aspettava Alessandro.
Invece nulla, il minimo sindacale per il raggiungimento del mitico PROGRAMMA.
E così anche i test si sono svolti in aria dimessa, con i bambini che si scambiavano i fogli oppure alzavano semplicemente la mano quando non sapevano rispondere, ottenendo la  soluzione corretta dall’insegnante. Mio figlio – che forse sperava in una vera verifica delle competenze acquisite – era molto deluso. Io pure, soprattutto perché si tratta di una scuola paritaria che abbiamo scelto per ottime ragioni ma che sul finale ci sta decisamente deludendo.

mercoledì 6 maggio 2015

La responsabilità fluida del pensiero assoluto

Avvertenza: post ad alto contenuto polemico :-)

In questi giorni ho la famosa carogna sulle spalle, su ogni argomento sento critiche feroci e francamente ne ho le scatole piene.
Expo non va bene, la legge elettorale non va bene, la scuola non va bene, persino Kate non doveva azzardarsi ad uscire sulle sue gambe a poche ore dal parto e pure bella come un fiore. E se non sappiamo con chi prendercela, tranquilli che ci resta sempre l’olio di palma.
E’ tutto un complotto, tutto un mangia-mangia, tutti saprebbero fare meglio di chi governa/decide/gestisce.

martedì 28 aprile 2015

E lui vuole un'auto

Mio padre vuole un’auto.
La sua è stata venduta qualche mese dopo l’incidente, tanto non avrebbe mai più potuta guidarla con il cambio manuale.
Il suo spacciatore di auto è mio zio, possessore di un concessionario, sebbene si trovi a 3 regioni e molti km di distanza.
E così con astuzia ha convinto sua moglie ad andare a trovare i parenti (lo zio sarebbe marito di una sorella di mia madre) e ora la poveretta – invece di godersi qualche giorno con le sorelle senza i tempi scanditi da medicine/terapie/esami – e là che combatte per evitare che il suo matto marito se ne torni a casa con una Panda con cambio automatico.

giovedì 16 aprile 2015

Prospettive

Ho trascorso un fine settimana alternativo perché abbiamo deciso di accodarci a migliaia di altri concittadini per visitare il nuovo grattacielo di Torino, quello progettato da Renzo Piano per Intesa Sanpaolo. E’ stato ed è molto criticato, in effetti spunta all’orizzonte da qualunque punto della città e certamente non ha una forma particolarmente affascinante.
Ma a noi è piaciuto tantissimo, da profani totali di architettura.
La città da quell’altezza è bellissima, e scendere è stato quasi un dolore ... l’altezza crea dipendenza! Varrà la stessa cosa per il potere? :D
E poi il simpatico ragazzo che ci faceva da guida (e come si poteva chiamare se non Angelo?!) ci ha raccontato un sacco di cose sulla costruzione, la struttura, l’ecosostenibilità, la serra bioclimatica, l’auditorium ... Insomma è stata un’avventura simpatica, Ale era entusiasta e la città partecipativa. Del resto criticare e basta serve a poco, conoscere offre qualche prospettiva in più, anche quella a 166 metri da terra. Alla fine ognuno è potuto tornare a casa con le proprie opinioni, magari mutate e magari no.

venerdì 3 aprile 2015

ÉGO, tra morte e risurrezione dalla stupidità umana

Questo post langue da un po’, perché mi pare di non riuscire mai a trovare le immagini giuste per descrivere un disagio che sento crescere in me quotidianamente.
Nel periodo di Pasqua mi viene sempre la necessità di tirare fuori qualche parola speciale, per riflettere anche stando al di fuori dei riti religiosi, nei quali non mi sento a mio agio.
Nel 2012 parlai di compassione, nel 2013 di conciliazione.

Oggi ho voglia di parlare di ÉGO ed EGOISMO.
E a me piace partire dall’etimologia, c’ho la fissa. Quindi: ÉGO, lat. io  ed EGOISMO, amore vizioso di se stesso, per il quale l’uomo attende solamente all’utile suo, portergando l’altrui.

lunedì 30 marzo 2015

Alto potenziale cognitivo, per parlarne un po'


Il meraviglioso team di Genitoricrescono pubblica oggi un post che cerca di descrivere a grandi linee cosa sia l’alto potenziale cognitivo e quale rapporto abbia con le dinamiche dell’apprendimento e con la scuola:


Poiché su questo blog si parla anche di plusdotazione, lo segnalo.
Poi l’ho scritto io ;-)

Se avete qualche commento, domanda o appunto potete lasciarlo là e risponderò certamente.

Ringrazio moltissimo Genitoricrescono per l’opportunità che mi ha dato di raccontare una realtà di cui si parla solo recentemente e che spesso nasconde falsi miti. Avere un alto potenziale non significa affatto avere una corsia preferenziale e neppure il successo assicurato. Anzi.

La scuola inclusiva è un miraggio per tanti, anche per i bambini ad alto potenziale, ma ci sono genitori molto agguerriti che ce la stanno mettendo tutta per portare in evidenza un bisogno che comunque coinvolge un buon 5% dei bambini in età scolare.

Per aggiornamenti vi rimando a Step-net.

Buona lettura.

sabato 21 marzo 2015

Lezioni

Proprio quando stavo prendendo un bel ritmo qui sul blog ecco che altri pensieri sono arrivati alla ribalta. Diciamo che questo 2015 stenta a prendere un andamento positivo e ora ci si mettono pure i miei occhi. L’oculista si è un tantino preoccupato quando ha misurato la pressione oculare, doppia rispetto alla norma. Per la prima volta ho sentito parlare di salute del nervo ottico, glaucoma, cecità ... Insomma non è stato un periodo grandioso, per ora queste gocce fastidiose stanno facendo il loro lavoro e la pressione è tornata a posto, tra un mese saprò se ci sono danni e/o se dovrò considerarmi in cura a vita. Mio figlio simpaticamente dice che non gli dispiacerebbe se dovessimo adottare un cane guida, magari un Labrador ...  spero che nessuno si offenda, è il suo modo strambo di sdrammatizzare le situazioni e – in effetti – mi ha fatto ridere molto e ne avevo bisogno.
Poi ci sono un altro paio di cosette storte ma facciamone una per volta.

Tanto per pensare ad altro riprendo da un post che ho lì che langue da un paio di settimane.
Sul blog Ero Lucy ho letto alcuni interessantissimi post su una delle categorie umane che io sopporto di meno ma a cui non ero mai riuscita a dare un nome (Tiziana grazie grazie!): i passivo aggressivi.

venerdì 27 febbraio 2015

Ci ho messo 10 anni

Tanto ci ho messo ad amarti.
Ad amarti oltre la biologia, l'istinto, il bisogno, l’ineluttabilità del sentimento di una madre.
Ad amarti muso a muso, con i piedi che si intrecciano sul divano e la gatta in mezzo.
Ad amarti senza aggiungere “nonostante tutto”, anche se poi il cuore col cerotto salta fuori a tradimento e mi tocca zittirlo.

Mi chiedi cento volte al giorno – ormai un gioco tra noi – “ma tu mi vuoi bene?” e io ti rispondo cento volte “sì” e tu sorridi.
E poi nei momenti scuri dici “tu non mi vuoi bene, dillo che mi hai adottato”, ma non lo dici perché pensi che chi adotta non ama ma perché nella tua testa siamo talmente diversi che non posso mica averti generato.

domenica 22 febbraio 2015

Il senso della cura

I primi due mesi del 2015 sono quasi passati con le usuali ferite ai progetti abbandonati nell'incuria. Che poi è solo un pezzo della verità, anche l'inattività può essere utile, se ci si mette cura.

Questa parola mi gira in testa. 
Cura.

domenica 15 febbraio 2015

Business ... vade retro satana!

Stavo scrivendo un post su tutt'altro ma poi mi è salito un nervoso che devo proprio sfogare.
Sanremo è sempre Sanremo e alla fine - fosse anche solo per due notizie alla radio - tutti finiamo per conoscerne almeno i rudimenti. Per parlarne e sparlarne, come durante i mondiali di calcio quando anche i più atei del calcio (come me) guardano brandelli di partite e commentano azioni.

Premetto che questa edizione di Sanremo l'ho travata misurata, equilibrata e piena di buone voci e buone canzoni. Io non sono assolutamente un'esperta di musica, sono un fruitore italiano medio, una da autoradio a palla per sopravvivere al traffico cittadino e che acquista pure poco. Quindi il mio giudizio vale tipo il due di picche però - nella mia qualifica di ascoltatore medio - mi va di fare due inutili riflessioni su alcune critiche che ho ascoltato in questi giorni, oggetto Il Volo.

mercoledì 4 febbraio 2015

Scrittura creativa e lingua disonesta


La prossima settimana nella classe di mio figlio inizierà un breve corso di scrittura creativa, tenuto da una professoressa delle medie. Saranno 5/6 incontri durante i quali i bambini saranno accompagnati nel mondo della scrittura. Cosa vuol dire? Lo ignoro.
Mi preoccupa un tantino la parola “creativa” abbinata ad un gruppo si sbarbatelli che ancora ignorano cosa sia mettere in fila i concetti così da dare una struttura fluida e sensata ad un qualsivoglia argomento. Mio figlio non è certo un metro di paragone, lui odia scrivere, soprattutto di se stesso/genitori/nonni/vacanze e ogni possibile variazione di tema libero. Eppure anche le menti più logiche dovrebbero essere messe in condizione di scrivere un testo, magari non esteticamente bello ma corretto dal punto di vista grammaticale e – soprattutto – strutturato secondo standard internazionalmente riconosciuti.

lunedì 26 gennaio 2015

Facciamo finta di ...

La scorsa settimana avevo scritto un post lamentosissimo sui miei guai familiari sia come figlia sia come madre.
Ancora. Sempre lì e sempre ciclicamente identici.
Ma non avevo voglia di pubblicarlo, lho messo da un lato e ho aspettato che i soliti rancori scivolassero via.

Poi sono successe cose, mio figlio è stato male a scuola, è svenuto, poi a casa con mia suocera ha avuto una crisi di nervi fortissima che lo ha lasciato sconcertato.
Finalmente. Dopo tante discussioni e tanti confronti forse è pronto per affrontare la sua rabbia, quella brutta che lo trasforma nel peggior nemico di se stesso.
Credo si sia spaventato davvero, ha sentito tutta la forza del suo odio immotivato e ha capito che da solo può essere difficile affrontarlo.
E allora possiamo pensare di riprendere il filo di un supporto mai realmente accettato, di una condivisione sincera del disagio di vivere con un carattere oppositivo.

domenica 11 gennaio 2015

Per favore, ricorda il suo nome

Sono giorni strani, pieni di voci e opinioni, impossibile restare indifferenti.
Ma ci vuole competenza per parlare di ciò che è successo a Parigi, e pure una buona dose di coraggio. E io ho poco sia di una sia dell'altro. Qui dunque vorrei fissare solo un piccolissimo pensiero che né aggiunge né serve a spiegare nulla se non a me e alle mie personali contraddizioni.